venerdì 1 giugno 2018

Un grido di dolore che anela alla libertà

Sono uscito dall'ospedale dopo quasi tre settimane, la mia epilessia era diventata furiosa, ora sono tornato e sarò più combattivo di prima. 

Ma oggi non voglio scrivere della mia malattia, ma voglio parlarvi del mio compagno di stanza, ha 60

venerdì 4 maggio 2018

La pancia delle monache

T
olgo i piedi dalla bilancia e li poso di nuovo nudi sul pavimento. Non è così freddo, il termosifone dietro già scalda i polpacci. Alzo la testa ed eccomi a quel momento familiare a tutti, quello in cui ci si guarda sinceramente allo specchio, di prima mattina, brutalmente così.

venerdì 20 aprile 2018

BOXE !


BOXE!

Il combattente entra nel ring.
Conosce il suo avversario.
E il tuo avversario, la tua epilessia, conosce te.
Non ci sono regole.
Niente arbitro.
Non ci sono i saluti.
Non ci sono raccomandazioni.
Ma io voglio boxare.
Inizia l'incontro.
Le epilessie combattono nell'ombra.
Shadow boxing!
I mie piedi si muovono, si muovono veloci.
Cambio guardia, destra e sinistra.
Il mio respiro è costante.
Sono agile, elastico, nulla è teso in me.
Ganci, uppercut.
Io sono un “in-fighter”, la mia boxe è all'interno della sua guardia.
Lei picchia duro e colpisce sporco.
Le mie gambe tremano, guardo nel vuoto, le mie braccia cadono.
Sono al tappeto.
Ma poi mi rialzo.
Sono malconcio, le braccia pesano, le gambe tremano ancora.
Il mio respiro è affaticato, non sono molto lucido.
Ma è ancora boxe! E si riparte.

lunedì 16 aprile 2018

Beep Beep....TILT




Quando mi chiedono: “Come stai Davide? La tua epilessia?”, da sempre rispondo: “Molto bene, tutto ok, grazie”.
Il più delle volte questa risposta a livello fisico non corrisponde a verità, magari perché il giorno prima ho fatto una, due o tre crisi o anche il giorno stesso e sono ancora tutto rotto e balordo.
La mia non è sopravvivenza, è VIVERE. Con questa risposta, assolutamente bugiarda, sembra incredibile, ma io mi sento VIVO.
Non è orgoglio, non sono un superuomo, ma sul piano mentale non voglio assolutamente dartela vinta, epilessia. E' già capitato che psicologicamente ed emotivamente tu mi strapazzassi e mi mortificassi; mi ci sono volute settimane per riprendermi, ero diventato il Davide che tu volevi. Ricordo bene quei momenti, ero il Davide sconfitto nel fisico e nelle mente. Non voglio più ricapitarci. Non siamo al circo e io non voglio essere un vecchio leone in gabbia che salta dentro dei cerchi al tuo comando.
Come sai io ti vedo e ti combatto come una persona che vive fuori dal mio essere, non sei dentro di me, se entri dentro il mio io e il mio essere sono fregato e tu questo lo sai benissimo, mi domini, mi addomestichi e mi rendi servile. Sono incatenato. A volte mi ricordi il famoso cartoon di Wile il Coyote e Road Runner, forse meglio conosciuto come Beep Beep.. Io sono sempre stato un grande fan del Coyote perché è instancabile nella sua guerra contro Road Runner; ingegnoso e mai arrendevole, gliene capitano di tutti i colori e tuttavia combatte tutti i giorni. Ecco, io sono Davide il Coyote e tu, la mia epilessia, sei solo uno “sgamberlano” beep beep secco come un chiodo, antipatico e imprendibile. Mi piacerebbe proprio vedere una puntata speciale in cui il Coyote la spunta su Beep Beep e gli fa pagare tutti gli arretrati...
Certo, ogni giorno quando mi sveglio penso a te, è inevitabile, allora mi dico: “Quale battaglia mi aspetterà oggi?”. La risposta la conosco già: una fisica ed una mentale.
Io e te sappiamo molto bene che sul piano fisico tu vinci, anzi a volte stravinci.. mi mandi in tilt come i vecchi flipper, ma la mia battaglia giornaliera più importante è che tu ed il tuo tilt non rimaniate incisi anche nella mia anima, nel mio cuore, nella mia voglia di ESSERE.
Questo è il mio pensiero giornaliero, voglio ESSERE Davide, nonostante i tuoi tilt.
Tu sei la mia epilessia, ma io sono nato libero e libero voglio continuare ad essere.
Viva Wile il Coyote !